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DOVE TROVARE UN ESORCISTA?

In Italia ci sono pochi esorcisti. Ma nel resto del mondo la situazione non va meglio!

Sant'Agostino e il diavolo Una recente ricerca, condotta in contemporanea dall’Istituto Sacerdos (realtà accademica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum), dal Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) e dall’Università di Bologna, ha certificato che in Italia ci sono solo 283 esorcisti dichiarati.

I ricercatori hanno contattato tutte le 226 Diocesi italiane, ottenendo risposte solo da 197 di queste. Nello specifico, 160 hanno confermato la presenza di uno o più sacerdoti esorcisti, mentre 37 hanno riconosciuto di esserne completamente sprovviste.

Per quel che riguarda le 29 diocesi restanti: 13 non hanno trasmesso i dati richiesti, 5 hanno rifiutato di partecipare alla ricerca e 11 non hanno mai risposto.

Attraverso un questionario compilato dagli interessati, si è appurato che circa l’80% delle diocesi non dispone di responsabili per l’esorcismo. Inoltre, solo il 3,6% delle diocesi italiane dispone di uno staff specialistico di supporto all’esorcista. E il 2,2% dei sacerdoti non incaricati, esercita il ministero in maniera “illecita”.

Padre Dermine – sacerdote domenicano, esorcista e presidente del Gris –  il 31 ottobre scorso, durante l’evento di presentazione di questo Progetto di ricerca sul ministero dell’esorcismo nella Chiesa cattolica, ha lamentato «l’isolamento» sofferto dagli esorcisti, costretti ad affrontare «una marea di casi» per «l’impreparazione degli altri sacerdoti che dovrebbero effettuare un primo discernimento».[1]

«Sarebbe auspicabile», infatti, così come suggerisce l’Associazione Internazionale degli Esorcisti in un libro di recente pubblicazione,[2] «che un accurato primo discernimento possa essere realizzato da ogni sacerdote […] o, perlomeno, da alcuni sacerdoti incaricati dai rispettivi vescovi di un primo ascolto, in modo che agli esorcisti giungano solo i casi che hanno realmente bisogno del loro esame e della loro valutazione».

Questi sacerdoti incaricati del primo ascolto – pertanto -, ricevendo i presunti “demonopatici“,[3] potrebbero valutare in prima battuta se sussistano o meno i presupposti di un’eventuale azione diabolica straordinaria, liberando da questa incombenza gli stessi esorcisti, al discernimento dei quali verrebbero riservati solamente i casi più sospetti.

In realtà, però, le cose non stanno esattamente così. Come lamentato da padre Dermine, i pochi esorcisti che ci sono si trovano a dover vagliare una quantità incredibile di casi, con un enorme dispendio di tempo ed energie, che invece dovrebbero riservare a chi ha realmente bisogno della loro preziosa azione pastorale.

Ma allora, stante la situazione, come dovrebbe comportarsi una persona che pensa di essere vittima di un’azione diabolica straordinaria? A chi dovrebbe rivolgersi?

Cominciamo col dire che nel caso in cui dovessimo avere bisogno di un colloquio con l’esorcista diocesano, la cosa migliore da fare sarebbe quella di parlarne preventivamente col nostro parroco, esponendo a lui i nostri sospetti circa la possibilità di un’azione diabolica straordinaria.

Fatto questo, dovrebbe essere lui stesso – ritenendolo opportuno – a indirizzarci dall’esorcista della diocesi o, quantomeno, a farci da tramite con la Curia diocesana, che a sua volta si dovrebbe preoccupare di metterci in contatto con l’esorcista competente per territorio.Croce Medaglia di San Bendetto

Nel caso in cui, però, il nostro parroco non dovesse rivelarsi di alcun aiuto, potremmo procedere noi stessi nel tentativo di contattare la Curia diocesana.

I recapiti telefonici delle Diocesi si possono trovare su Internet. Ogni Diocesi, infatti, ha il suo sito web con tutti i riferimenti del caso. Alcune, addirittura, forniscono l’elenco dettagliato dei loro sacerdoti con i rispettivi incarichi, tra i quali, a volte, anche quello di esorcista.

Potrebbe succedere, tuttavia, che pur essendo riusciti a contattare la segreteria della nostra diocesi, ci venga risposto che non ci sono sacerdoti esorcisti. Potrebbe succedere: abbiamo già visto, del resto, che molte diocesi ne sono sprovviste!

A questo punto potremmo insistere chiedendo un colloquio privato con il vescovo, o – in alternativa – con il suo vicario, in modo tale da rappresentare agli stessi la problematica che ci riguarda. Il vescovo, successivamente – anch’egli, ritenendolo necessario – potrebbe dare mandato, a uno dei suoi sacerdoti, di effettuare esorcismi limitatamente al caso segnalato.

Oltre a quanto sopra, bisogna sapere che esistono anche dei gruppi di preghiera che sono soliti compiere – sotto la direzione di un sacerdote che agisce in comunione con il suo vescovo – quelle che vengono comunemente dette “preghiere di liberazione e guarigione”, molto efficaci nei casi di disturbi diabolici minori.

In alcune Diocesi, infine, sono stati istituiti specifici uffici pastorali con il preciso scopo di offrire aiuto e discernimento in favore di tutte quelle persone che sono vittime – o che si ritengono tali – di un’azione diabolica straordinaria.

È il caso, ad esempio, della diocesi di Roma, dove sono operativi dei “sacerdoti incaricati del primo ascolto”: i fedeli che desiderano incontrare un sacerdote esorcista, dopo aver ascoltato il parere del proprio parroco, vengono invitati a fissare un colloquio con un sacerdote che segue un percorso di preghiera e discernimento. I sacerdoti incaricati del primo ascolto possono essere contattati scrivendo a un apposito indirizzo e-mail ([email protected]), come pure telefonando a un centralino istituito ad hoc (06.69886288). Tutte le informazioni sono reperibili sul sito web dell’Ufficio liturgico romano (https://www.ufficioliturgicoroma.it/default.asp?iId=HGKKLH).

Ave Maria.

[1] Roberta Pumpo, Il ministero dell’esorcismo, tra isolamento e incomprensioni, pubblicato su Romasette.it il 02/11/2020 (https://www.romasette.it/il-ministero-dellesorcismo-tra-isolamento-e-incomprensioni/).

[2] Linee guida per il ministero dell’esorcismo, a cura dell’Associazione Internazionale Esorcisti, Edizioni Messaggero Padova 2019, p.277.

[3] Padre Candido Amantini, esorcista alla Scala Santa in Roma, morto nel 1992 in odore di santità, così chiamava coloro che erano vittime di disturbi diabolici straordinari: demonopatici.


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