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Angelo Custode

CHI È L’ANGELO CUSTODE?
L’Angelo custode è un angelo che, secondo la tradizione cristiana, accompagna ogni persona nella vita, aiutandola nelle difficoltà e guidandola verso Dio. Il Catechismo della Chiesa cattolica al numero 336 ci dice che:
«Dall’infanzia [Mt 18,10] fino all’ora della morte [Lc 16,22] la vita umana è circondata dalla loro protezione [Sal 34,8; Sal 91,10-13] e dalla loro intercessione [Gb 33,23-24; Zc 1,12; Tb 12,12]. “Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita” [San Basilio di Cesarea]. Fin da quaggiù, la vita cristiana partecipa, nella fede, alla beata comunità degli angeli e degli uomini, uniti in Dio».
OGNI ESSERE UMANO HA UN SUO ANGELO CUSTODE?
In accordo con quanto sopra, l’orientamento generale della teologia è che ogni essere umano (non solo chi è battezzato) abbia il proprio Angelo custode personale, così come riferisce anche lo YOUCAT – il Catechismo giovanile della Chiesa cattolica – approvato dalla Congregazione per la Dottrina della fede nel 2010: “Ogni persona riceve da Dio un Angelo custode” (n°55).
QUANDO SI FESTEGGIANO I SANTI ANGELI CUSTODI?
Nel calendario liturgico cattolico si festeggiano i Santi Angeli custodi il 2 ottobre.
QUALI SONO I COMPITI DELL’ANGELO CUSTODE?
Secondo una consolidata tradizione teologica, gli Angeli custodi svolgono nella nostra vita i seguenti compiti: ci ispirano al bene, presentano a Dio le nostre preghiere e pregano per noi, ci difendono dagli assalti degli spiriti maligni, ci aiutano a sbrigare le nostre faccende – specialmente se sono utili alla nostra salvezza eterna -, nel momento della morte ci conducono dinanzi a Dio. (La protezione dei moribondi contro il demonio è, secondo i Padri, compito speciale dell’Arcangelo Michele).
L’ICONOGRAFIA DELL’ANGELO CUSTODE
L’iconografia dell’Angelo custode deriva in parte da quella degli Arcangeli Raffaele e Michele: il primo che accompagna il piccolo Tobia e il secondo che sconfigge il demonio. Con larga diffusione popolare dal XVII secolo –  in seguito all’inserimento, per volontà di papa Paolo V, della festa degli Angeli custodi nel calendario generale – la raffigurazione dell’Angelo custode si è definita con la presenza di un giovane che l’Angelo protegge dal male e indirizza verso il bene.
DOBBIAMO DARE UN NOME ALL’ANGELO CUSTODE?
No. La Congregazione per il culto divino e per i sacramenti del Vaticano, nel documento La Directory sulla pietà popolare e la liturgia del 2001, afferma che “la pratica di assegnare nomi ai santi angeli dovrebbe essere scoraggiata, tranne che nei casi di San Gabriele, San Raffaele e San Michele, i cui nomi sono contenuti nella Sacra Scrittura”.
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