LA PREGHIERA DI LIBERAZIONE: ASPETTI PRATICI

Quella che segue è un’intervista del dott. Matteo Orlando al saggista cattolico Agostino Tommaselli, nella quale vengono esposti alcuni concetti pratici inerenti le Preghiere di Liberazione. Buona lettura!

Chi è Satana?
Satana è un puro spirito, un angelo decaduto o, per meglio dire, il “capo” degli angeli decaduti (i demoni). Egli è un essere pervertito e pervertitore, una “persona” estremamente intelligente e astuta. Tra le sue caratteristiche principali c’è quella di avere una grandissima capacità di seduzione e di inganno – ci basti pensare ad Adamo ed Eva -, capacità che egli usa per separare l’uomo da Dio al fine di portarlo alla dannazione eterna.

Come agisce Satana nelle tentazioni e nella possessione diabolica?
L’azione principale di Satana è quella di tentare l’uomo per indurlo al peccato. Questa azione si definisce “ordinaria” e interessa tutto il genere umano, tuttavia non ogni tentazione proviene da Satana (o da un demonio): per subire una tentazione, infatti, è sufficiente il “mondo” e la “concupiscenza”.

Solitamente la tentazione si manifesta con un pensiero che si palesa nella nostra mente prospettandoci una possibilità – ovviamente una possibilità di peccato. Quando ciò accade, la strategia migliore è quella di non instaurare mai un “dialogo” con la tentazione: non bisogna stare a ragionarci sopra, altrimenti quel pensiero, quella possibilità, diventa sempre più seducente e difficile da rigettare. Per resistere e uscirne vittoriosi – poiché qui abbiamo a che fare con un vero e proprio combattimento spirituale – bisogna rifugiarsi immediatamente tra le braccia di Dio: una preghiera, una piccola giaculatoria, una pia invocazione al nostro santo protettore… tutto, fuorché prendere in considerazione quella possibilità di peccato. D’altronde è stato Gesù stesso a indicarci la strada per vincere le tentazioni: nel deserto, quando anche Lui venne tentato da Satana, replicò anteponendo a ogni argomentazione diabolica la Parola di Dio. E poi nell’orto degli ulivi, quando trovò gli Apostoli che dormivano, rivolgendosi a Pietro disse: «Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione» (Mt 26, 41). Ecco, quindi, gli strumenti per uscire vittoriosi dalle tentazioni: vegliare, pregare e difendersi con la Parola di Dio.

Gesù scaccia i demoniPer quanto riguarda la possessione, invece, ci troviamo nel campo della cosiddetta azione “straordinaria” di Satana, un campo – questo – che interessa un numero limitatissimo di persone. In realtà sarebbe da temere molto di più un peccato mortale che non uno stato di possessione, giacché la possessione di per sé non è indicativa della condizione spirituale di un’anima. Per capirci, nella storia della Chiesa si sono registrati casi di Santi posseduti dal demonio, come la beata Eustochio di Padova o la beata Cristina di Stommeln: questo a significare che la possessione non necessariamente si accompagna a una condizione di peccato. Tuttavia è innegabile che nella maggior parte dei casi la possessione riguardi persone che hanno aperto deliberatamente le porte della loro anima a Satana, ad esempio attraverso la partecipazione a sedute spiritiche, la frequentazione di maghi o sette sataniche…

La possessione, fra tutte le manifestazioni diaboliche, è certamente la più grave. Le persone possedute dal demonio durante gli stati di “crisi” manifestano una forza fuori dal comune, parlano e comprendono lingue sconosciute, palesano cose nascoste o lontane e mostrano un’avversione per tutto ciò che è sacro: in questi casi si rende necessario un esorcismo liturgico.

Quali sono le altre forme di intervento straordinario di Satana?
Le classificazioni, a riguardo, possono presentare leggere differenze nei termini utilizzati e/o nel numero, ma non nella sostanza. Io, oltre alla possessione, individuo altre quattro forme di intervento straordinario di Satana:

   – Disturbi esterni: spesso ne sono vittime i santi. Questa azione straordinaria del demonio comporta un’autentica “aggressione fisica”: colui che la subisce viene percosso, flagellato, malmenato, sbattuto contro le pareti… Oltre a questo può anche capitare di assistere a movimenti e cadute inspiegabili di oggetti, di sentire rumori, fruscii, di percepire calore in determinate parti del corpo, ombre, odori nauseanti, ecc.

   – Vessazione: le vessazioni sono rappresentate da una grande varietà di disturbi malefici che possono colpire tanto un singolo quanto un gruppo. Parliamo di allucinazioni, di incubi spaventosi… In aggiunta, le vessazioni possono essere causa di problemi di salute, di lavoro, di difficoltà nei rapporti con i familiari o con il prossimo.

   – Ossessione: colui che ne è vittima è colto da pensieri persistenti e invincibili di disperazione e di odio, da pensieri maligni, dalla tendenza a compiere azioni autodistruttive, a suicidarsi… Chi la subisce, pur mantenendo una volontà libera, non riesce a liberarsi di questi pensieri, e a causa di ciò vive in una situazione profonda di prostrazione.

   – Infestazione: la si ha quando i fenomeni demoniaci si manifestano in un luogo, nelle case, nelle cose o negli animali. Anche qui può trattarsi di rumori, fruscii, oggetti che cadono, che sbattono, odori ripugnanti, ecc.

Che cos’è un esorcismo e come è regolato dalla Chiesa cattolica?
L’esorcismo è una preghiera liturgica (e pubblica) che la Chiesa, avvalendosi della sua autorità e del santo nome di Gesù, adopera contro il potere del diavolo affinché una persona o un oggetto siano protetti dal suo influsso e sottratti al suo dominio.

L’esorcismo rientra nella fattispecie dei “sacramentali” e può essere effettuato solo da un Vescovo o da un presbitero autorizzato (dal Vescovo). Nel Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica al n. 351 leggiamo: «I sacramentali sono segni sacri istituiti dalla Chiesa, per mezzo dei quali vengono santificate alcune circostanze della vita. Essi comportano una preghiera accompagnata dal segno della Croce e da altri segni».

Essendo un sacramentale, l’esorcismo agisce ex opere operantis ecclesiae, ossia per la forza della Chiesa che prega: in pratica esso porta alla liberazione dal Maligno grazie al potere di intercessione della Chiesa, rappresentata dal sacerdote che lo esercita, dal fedele che lo riceve ed eventualmente da tutti coloro (solitamente laici) che aiutano e assistono. Ovviamente più è grande la fede con la quale si prega, maggiormente efficace sarà la riuscita dell’esorcismo.

Ci parli un po’ del suo libro “Spiriti Maligni” (Edizioni Dehoniane)
Da molti anni curo un sito web – Liberaci dal Male – che si occupa principalmente di mali malefici, di esorcismi e di preghiere di liberazione: è un sito che conta centinaia di visite al giorno e che mi dà molto lavoro in termini di e-mail alle quali rispondere… Circa due anni fa pensai che forse dai contenuti di questo sito – opportunamente rivisti e approfonditi – se ne poteva ricavare un libro che avesse il pregio della schematicità e della semplicità, e così cominciai a lavorare al progetto, concentrandomi soprattutto sulla ricerca delle fonti e preoccupandomi che fosse in accordo col Magistero della Chiesa e con l’esperienza dei più eminenti esorcisti cattolici. Ultimata la stesura lo inviai alle Dehoniane e, con mia grande sorpresa, l’anno successivo (a maggio del 2011) mi ritrovai sugli scaffali delle librerie col mio Spiriti maligni. Sia gloria a Dio quando, benché indegni, ci concede la grazia di poter cooperare al bene.

Due parole sull’esorcista padre Gabriele Amorth?
Padre Amorth non lo conosco di persona. Con lui ho sempre intrattenuto un rapporto di tipo esclusivamente epistolare. Prima ancora di pubblicare il mio libro ero solito scrivergli delle lettere quando necessitavo di un consiglio per rispondere alle persone che mi contattavano tramite e-mail. Lui mi ha sempre risposto, e sempre in breve tempo. Poi, un giorno, mi ha anche chiamato al telefono: aveva letto la bozza del mio Spiriti maligni e voleva comunicarmi che avrebbe scritto la Presentazione. Per me fu una grande gioia.

Per quanto mi riguarda, la mia ammirazione per padre Amorth non si limita solamente alla sua instancabile opera di apostolato, ma anche e soprattutto alla sua grande disponibilità: certamente padre Amorth è un sacerdote e un esorcista con moltissimi impegni, ma nonostante questo riesce sempre a trovare il tempo per rispondere a chiunque gli scriva delle lettere, a chiunque abbia bisogno di un suo consiglio o di una sua parola di conforto… Trovo che padre Amorth incarni perfettamente il modello di “pastore buono” al quale dovrebbero rifarsi tutti i sacerdoti – a immagine di Gesù -, e prego sempre affinché Dio ci conceda dei sacerdoti santi, capaci non solo di proclamare la Sua Parola, ma anche di pascere il Suo gregge proteggendolo dagli attacchi del Maligno.

Come possono i fedeli laici lottare contro i demoni?
Vivere una vita autenticamente cristiana in conformità ai precetti evangelici e fedelmente agli insegnamenti della santa Chiesa cattolica è già un “lottare contro i demoni”. Tuttavia quando ci si dovesse imbattere in persone che manifestano disturbi e influssi malefici, allora anche i laici hanno il potere (e il dovere) di intervenire, cosa che possono fare per mezzo delle preghiere di liberazione, preghiere private e non liturgiche che, nel nome di Gesù, tutti possono innalzare a Dio affinché liberi dall’azione del Maligno chi dovesse ritrovarsene vittima. Del resto sono molti quelli che, pur non appartenendo alla categoria degli esorcisti, con la forza della loro fede e delle loro preghiere hanno ottenuto e ottengono da Dio la liberazione di persone tormentate dal Maligno. È il caso, ad esempio, di santa Caterina da Siena, presso la quale venivano mandati molti indemoniati che gli stessi esorcisti del tempo non riuscivano a liberare: questo perché Dio, nella sua infinita misericordia, non rifiuta mai le grazie a coloro che gliele chiedono con fede. Stiamo bene attenti, però, a non improvvisarci, poiché per cimentarsi nelle preghiere di liberazione ci vuole molta fede, molta umiltà e anche il digiuno, laddove si rendesse necessario (cf. Mt 17, 21): non a caso prima abbiamo riportato l’esempio di santa Caterina da Siena, che certamente era una donna e non un esorcista, ma una donna “santa”!

Il “ministero di liberazione” è un ministero che, al pari di quello di guarigione, è sempre bene inquadrare all’interno di un contesto di evangelizzazione. Come giustamente ci fa notare padre Emiliano Tardif (che è stato un grande sacerdote carismatico appartenente ai Missionari del S. Cuore) la promessa di Gesù: «nel mio nome scacceranno i demoni», viene immediatamente dopo l’ordine: «andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16, 15-17). Quindi non ha molto senso tentare di scacciare i demoni tanto per scacciarli: il tutto deve necessariamente inserirsi in un contesto di evangelizzazione finalizzato a una vera conversione del cuore, proprio come succedeva 2000 anni fa al tempo degli Apostoli… Solo così le preghiere di liberazione acquistano pieno senso ed efficacia.

La preghiera di liberazione generalmente non segue degli schemi precisi, ma quando viene fatta dai laici è bene che si attenga a delle regole di prudenza che le impediscano di correre dei rischi inutili, di ingenerare degli equivoci e di scadere in quella che potremmo definire una sorta di deriva magica – rischi, purtroppo, sempre presenti. Sono preghiere – queste – che è preferibile fare in un luogo privato e nell’ambito di una piccola comunità, come spesso avviene nei gruppi del Rinnovamento nello Spirito, riservando i casi più gravi e di autentica possessione agli esorcisti incaricati dal Vescovo.

Alcuni suggerimenti pratici. Prima di iniziare è bene invocare su di sé, sulla persona per la quale si prega e su tutti i partecipanti, la protezione del Sangue dell’Agnello di Dio. Poi ci sono delle azioni e dei gesti che è meglio riservare ai soli ministri ordinati. I laici, ad esempio, evitino di dialogare con lo spirito maligno per chiedergli come si chiama o per fargli delle domande: questa azione la può compiere soltanto un sacerdote esorcista, che nel suo ministero – agendo su mandato del Vescovo – gode della protezione ufficiale della Chiesa. Ciò non vuol dire, tuttavia, che un laico non possa comandare allo spirito maligno (nel nome di Gesù) di abbandonare il corpo di colui che, da quello stesso spirito, è tormentato: in questo caso il laico starebbe impartendo un “comando”, che è una cosa ben diversa dall’intrattenere un “dialogo”.

È opportuno, inoltre, che i laici si astengano dall’imporre le mani: volendo possono alzare una mano (o entrambe) in direzione della persona per la quale si sta pregando, come segno di solidarietà e di invocazione, ma evitino di imporle o, peggio ancora, di poggiarle direttamente sulla persona per la quale si prega. Se la preghiera di liberazione è condotta da un sacerdote, che sia lui a imporre le mani sul fedele tormentato dal Maligno, poiché le sue mani sono state unte con il sacro crisma nel giorno della sua consacrazione presbiterale, e sono le uniche a essere realmente temute dal demonio.

Infine, poiché lo spirito immondo quando viene cacciato da un uomo potrebbe vagare in cerca di sollievo senza trovarne per poi ritornare in compagnia di «altri sette peggiori di lui» (Lc 11, 23-26), è necessario non solo proibire al demonio di ritornare – supplicando Dio che lo incateni all’Inferno o dove riterrà più opportuno -, ma anche riempire con la luce di Cristo quel vuoto lasciato dalla sua stessa cacciata. E quindi, ancora una volta, evangelizzazione e conversione.


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