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I DIECI COMANDAMENTI

I COMANDAMENTI DI DIO COME STRADA PER LA SANTIFICAZIONE
Il nostro Dio – il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe – è un Dio di amore. Dio ci ama, ci è padre e vuole il nostro bene. Ma se è davvero così, allora, perché oggi sempre più persone, pur essendo battezzate nel Suo nome, fanno fatica a riconoscersi nell’unica vera Chiesa? Perché sempre più persone si ritrovano a vivere il Cattolicesimo senza entusiasmo, in maniera abitudinaria, ricordandosi delle feste comandate solo quando queste vengono ad essere vissute dalla collettività come eventi sociali o di costume?

Il perché è semplice: molte di queste persone hanno perso di vista il vero significato del Cattolicesimo, l’intima ragione che si cela dietro a precetti e insegnamenti. Molte di queste persone si ritrovano sempre più spesso a vivere un Cattolicesimo fatto di stereotipi, di “usanze” e comportamenti difficili da capire…

Eppure il Cattolicesimo è così limpido e cristallino. Addirittura razionale e ragionevole, oserei dire. Sì, se io non fossi Cattolico e qualcuno mi spiegasse per bene la dottrina cattolica, non potrei fare a meno di abbracciarla, tanto mi sembra razionale e ragionevole…

Il Cattolicesimo svela l’amore infinito di Dio per l’uomo. Il Cattolicesimo insegna a vivere l’amore vero! E chi vive nell’amore – quello vero! – non può non essere ricolmo di una gioia contagiosa che sente il bisogno di comunicare a tutti.

I DIECI COMANDAMENTI
Spesso si sente dire: “Io voglio essere libero! Io non voglio costrizioni! Decido io cosa è bene e cosa è male per me!”. Benissimo, queste sono tutte ottime ragioni. In fondo ognuno di noi – in forza del libero arbitrio – è padrone della propria vita e ha tutto il diritto di scegliere per sé ciò che reputa più adatto. Solo che chi adduce le ragioni di cui sopra, il più delle volte non è una persona affatto libera, ma schiava delle proprie passioni e delle proprie pulsioni, che vive la propria vita nell’illusione di sentirsi libera eludendo i precetti di qualsiasi morale, religiosa o sociale che sia.

L’uomo è, sì, “signore” della propria vita; l’uomo ha, sì, tutto il diritto di scegliere ciò che reputa più opportuno per il proprio bene, ma l’uomo non sempre riesce a discernere con chiarezza quello che dovrebbe essere “il proprio bene”, ed è qui che interviene Dio con i dieci comandanti: per aiutarci.

Facciamo un esempio. Immaginiamo che di fronte alla cassa di un supermercato ci sia un padre che fa la fila con il proprio figlioletto. Arrivati davanti alla cassiera il bambino adocchia un pacchetto di caramelle e comincia a lagnarsi perché il padre gliele compri. Il papà, che sa che il figlio di lì a poco dovrà pranzare, gliele nega. Il bambino, allora, inizia a piangere forte, e il papà – sicuro delle proprie ragioni, che rappresentano il “vero” bene del bambino – continua a negargliele.

L’esempio riportato, per quanto banale e semplicistico, può fornirci un’idea approssimativa – molto approssimativa – di quello che è solitamente il rapporto di Dio con gli uomini. Accade spesso che gli uomini facciano a Dio richieste che vanno nella direzione opposta a quella che rappresenta il loro “vero” bene. Il più delle volte gli uomini richiedono a Dio cose che se venissero realizzate non concorrerebbero minimamente alla loro santificazione.

“Che vantaggio può avere un uomo a guadagnare il mondo intero, se poi si perde e rovina se stesso?” (Lc 9, 25).

Ecco perché Dio – che ha una visione perfetta e completa della realtà, un po’ come il padre nei confronti del figlio –  nella maggior parte dei casi non sembra assecondare i nostri desideri. Dio, che è Amore e che vuole per noi solo il meglio, sa quello di cui abbiamo bisogno ancor prima che glielo chiediamo! Dio sa qual è il nostro “vero” bene e sa cosa darci o non darci per permetterci di raggiungerlo: Dio non potrà mai offrirci delle caramelle al posto di un cibo sano e genuino. Dio vuole il nostro bene! Ed è in quest’ottica che dobbiamo affrontare il discorso sui comandamenti.

Cominciamo con lo sfatare un mito. I dieci comandamenti non sono una restrizione della nostra libertà, e non sono neppure dei meri divieti. Potremmo paragonare i dieci comandamenti a dei fari che nella notte ci illuminano il cammino permettendoci di non sbagliare direzione. I dieci comandamenti ci rivelano come avanzare nella Verità, perché solo nella Verità c’è vera Libertà. Lo ripeto: solo nella Verità c’è Libertà!

Desiderare la donna d’altri, ad esempio, per quanto possa rientrare nelle nostre possibilità, non potrà mai essere una scelta di autentica libertà! Desiderare la donna d’altri è un assecondare i propri istinti e le proprie passioni in maniera bieca e cieca! Lasciarsi andare al desiderio della donna di un altro uomo significa consegnarsi nelle mani delle proprie passioni, dei propri istinti. E questa non può dirsi libertà! Si può essere liberi nella schiavitù delle proprie passioni?! Che razza di libertà sarebbe questa?!

La libertà non è fare quello che ci piace. La libertà è la possibilità di scegliere tra il bene e il male. Ma questa “scelta” è veramente libera e autentica solo quando non è condizionata da interessi egoistici, da passioni effimere o da falsi principi.

Io amo vedere, nei dieci comandamenti, come dei paletti che contornano la strada della vita. Quei paletti delimitano il perimetro entro il quale camminare: uscire da quel tracciato significa andare fuori strada.

Concludendo: perché Dio ci ha dato i dieci comandamenti? Semplice. Dio ce li ha dati per amore. È come se avesse voluto dirci: “Ecco, figli miei, se rispetterete questi precetti sarete felici, vi realizzerete pienamente e vivrete una vita colma d’Amore. Non vi do questi comandamenti per porre dei limiti alla vostra libertà, ma per aiutarvi ad orientarla correttamente, secondo Verità. Se vi dovesse capitare di essere confusi, guardate a questi precetti e saprete subito cosa fare”.

E se qualcuno fosse ancora in dubbio sul da farsi di fronte alle molte vicissitudini della vita, si ricordi che Gesù nel Vangelo ci ha ripetuto più volte che dobbiamo amare Dio con tutte le nostre forze e il prossimo come noi stessi. E ci ha anche fornito la misura di questo nostro amore nei confronti del prossimo: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,12). Lui per noi è arrivato a dare la vita, e lo ha fatto per compiere fino in fondo la volontà del Padre suo e nostro. Nessuno ha un amore più grande di questo! Gesù lo ha fatto per Amore, compiendo una scelta autentica nella Verità, perché – qualora qualcuno non lo ricordasse – Gesù è Via, Verità e Vita (Gv 14,6).


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