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CORONA ANGELICA

ASPETTO DELLA CORONA ANGELICA
La coroncina usata per la recita della Corona Angelica – conosciuta anche col nome di Corona (o Rosario) di San Michele Arcangelo –  è formata da nove parti, ognuna delle quali è composta da tre grani per le Ave Maria, a loro volta preceduti da un singolo grano per la recita del Padre nostro. I quattro grani del pendaglio che si trovano al di sotto della crociera, ci ricordano che dopo l’invocazione ai nove Cori angelici bisogna recitare ancora quattro Padre nostro in onore dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e del Santo Angelo custode.

LA CORONCINA ANGELICA PRODOTTA DALLA MANENTE ROSARI
Come da nostra tradizione, abbiamo realizzato queste coroncine completamente a mano, nel silenzio della preghiera. Inoltre, a maggior devozione verso San Michele, i Santi Arcangeli e gli Angeli Custodi, le abbiamo adornate con dei componenti davvero unici al mondo. Nello specifico:

• una speciale crociera raffigurante, nella parte frontale, l’effigie di San Michele Arcangelo nell’atto di trafiggere il demonio. A fargli da contorno, l’incipit della popolare preghiera esorcistica scritta da Papa Leone XIII: Sancte Míchael Archángele defénde nos in prœlio (San Michele Arcangelo difendici nella lotta). Nel retro della crociera sono rappresentati i simboli iconografici dell’Arcangelo – la spada e la bilancia – contornati dall’invocazione latina: Prínceps gloriosíssime cæléstis milítiæ (O Capo supremo della milizia celeste); un’invocazione – questa – che nel nuovo Rituale degli Esorcismi (De exorcismis et supplicationibus quibusdam, editio typica emendata 2004, Appendices I.11) precede immediatamente quella di cui sopra;

• un’esclusiva croce-medaglia nella quale vengono rappresentati, nella parte frontale, i tre Santi Arcangeli connotati dai loro simboli iconografici: vaso dei medicamenti (San Raffaele), spada e scudo (San Michele), giglio e lanterna (San Gabriele). Sempre nelle parte frontale troviamo l’invocazione litanica: Sancti Archángeli oráte pro nobis (Santi Arcangeli pregate per noi). Sul retro della croce-medaglia è riportata una rappresentazione dell’Angelo Custode accompagnata dall’invocazione latina: Sancte Angele Custos ora pro me (Santo Angelo Custode prega per me).

ORIGINE DELLA CORONA ANGELICA
Secondo una tradizione – della quale però non sono documentate le fonti storiche – questa pia devozione sarebbe stata rilevata nel 1751 in Portogallo da San Michele Arcangelo ad Antónia de Astónaco, presumibilmente una religiosa carmelitana.

Il Principe degli Angeli apparendo alla Astónac le avrebbe rivelato il desiderio di essere venerato con nove invocazioni in ricordo dei nove Cori degli Angeli. Ogni invocazione doveva comprendere il ricordo di un Coro angelico e la recita di un Padre nostro e tre Ave Maria, e concludersi con la recita di quattro Padre nostro: il primo in suo onore, gli altri tre in onore di San Gabriele, San Raffaele e degli Angeli custodi.

San Michele promise di ottenere da Dio che colui che l’avesse venerato con la recita di questa coroncina prima della Comunione, sarebbe stato accompagnato alla sacra Mensa da un Angelo di ciascuno dei nove Cori. A chi l’avesse recitata ogni giorno, inoltre, prometteva la continua e particolare assistenza sua e di tutti gli Angeli santi durante la vita e in Purgatorio dopo la morte.

APPROVAZIONE E INDULGENZE
La Coroncina angelica ebbe maggiore diffusione dal 1851, grazie all’opera delle monache di Vetralla che riuscirono a farla indulgenziare da Pio IX. Suor Marianna Felice – suora nel monastero carmelitano di Vetralla – chiese aiuto del fratello, impiegato in Vaticano, e questi ottenne che il papa ordinasse l’esame della Corona angelica alla Congregazione dei Riti. L’8 agosto il cardinale Lambruschini, suo prefetto, firmò il Decreto di Approvazione, in cui sono specificate le indulgenze sia parziali che plenarie. Successivamente le Carmelitane di Vetralla chiesero a Pio IX che le indulgenze, già concesse, fossero applicabili anche ai defunti. E il cardinale Aquini, prefetto della Congregazione delle Indulgenze, lo ottenne vivae vocis oracolo nell’udienza con Pio IX del 24 novembre 1851. L’8 settembre dell’anno seguente la Congregazione dei Riti comunicò alle monache che il papa aveva accolto la loro richiesta di far lucrare le medesime indulgenze anche a quei fedeli che, non sapendo leggere il testo delle 9 invocazioni, recitassero i Pater e le Ave.

Antonia De Astonaco e San Michele Arcangelo Alla recita della Corona Angelica sono concesse, pertanto,  le seguenti indulgenze:

1) l’indulgenza parziale ogni volta che si recita la Corona Angelica o si porta addosso devotamente detta Corona con l’effige dei Santi Angeli;

2) l’indulgenza plenaria una volta al mese se si reciterà quotidianamente e, confessati e comunicati, si pregherà per la Santa Chiesa e per il Santo Padre;

3) l’indulgenza plenaria, alle solite condizioni, nelle festività dell’Apparizione di San Michele (8 maggio), degli Arcangeli (29 settembre) e dei Santi Angeli custodi.

CORONA ANGELICA DI SAN MICHELE ARCANGELO
– O Dio, vieni a salvarmi.

– Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre…

Prima Salutazione. Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro dei Serafini, ci renda il Signore degni della fiamma di perfetta carità. Amen.

Un Pater e tre Ave al 1º Coro Angelico.

Seconda Salutazione. Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro dei Cherubini, voglia il Signore darci la grazia di abbandonare la vita del peccato e correre in quella della cristiana perfezione. Amen.

Un Pater e tre Ave al 2º Coro Angelico.

Terza Salutazione. Ad intercessione di S. Michele e del sacro Coro dei Troni, infonda il Signore nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umiltà. Amen.

Un Pater e tre Ave al 3º Coro Angelico.

Quarta Salutazione. Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro delle Dominazioni, ci dia grazia il Signore di dominare i nostri sensi e correggere le depravate passioni. Amen.

Un Pater e tre Ave al 4º Coro Angelico.

Quinta Salutazione. Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro delle Potestà, il Signore si degni proteggere le anime nostre dalle insidie e tentazioni del demonio. Amen.

Un Pater e tre Ave al 5º Coro Angelico.

Sesta Salutazione. Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro delle ammirabili Virtù, non permetta il Signore che cadiamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male. Amen.

Un Pater e tre Ave al 6º Coro Angelico.

Settima Salutazione. Ad intercessione di S. Michele e del Coro dei Principati, riempia Dio le anime nostre dello spirito di vera e sincera obbedienza. Amen.

Un Pater e tre Ave al 7º Coro Angelico.

Ottava Salutazione. Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro degli Arcangeli, ci conceda il Signore il dono della perseveranza nella Fede e nelle opere buone, per poter giungere all’acquisto della gloria del Paradiso. Amen.

Un Pater e tre Ave all’8º Coro Angelico.

Nona Salutazione. Ad intercessione di S. Michele e del celeste Coro di tutti gli Angeli, si degni il Signore concederci di essere custoditi da essi nella presente vita mortale e poi condotti alla gloria sempiterna dei Cieli. Amen.

Un Pater e tre Ave al 9º Coro Angelico.

Un Pater a San Michele Arcangelo. Un Pater a San Gabriele Arcangelo. Un Pater a San Raffaele Arcangelo. Un Pater all’Angelo Custode.

PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO
Gloriosissimo Principe San Michele, capo e duce degli eserciti celesti, depositario delle anime, debellatore degli spiriti ribelli, domestico della Reggia di Dio, dopo Gesù Cristo, condottiero nostro ammirabile, di sovrumana eccellenza e virtù, degnatevi liberare tutti noi, che a voi con fiducia ricorriamo, da ogni male, e fate, per la vostra valida protezione, che ogni giorno serviamo fedelmente il nostro Dio.

– Pregate per noi, o beatissimo nostro San Michele, Principe della Chiesa di Gesù Cristo;
– perché possiamo essere fatti degni delle promesse di Lui.

ORAZIONE FINALE
Onnipotente, sempiterno Dio, che con prodigio di bontà e misericordia, per la salvezza comune degli uomini eleggeste a Principe della vostra Chiesa il gloriosissimo Arcangelo San Michele, fateci degni, vi preghiamo, di essere, mediante la sua benefica protezione, liberati da tutti i nostri nemici, così che, nella nostra morte, nessuno di essi ci molesti, ma ci sia dato di essere da lui medesimo introdotti alla presenza della vostra Divina Maestà. Per i meriti di Gesù Cristo Signor nostro. Amen.

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